Addio alle casse automatiche: un supermercato inglese ha richiamato in servizio i casseri umani

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di Francesca Argentati

14 Novembre 2023

Addio alle casse automatiche: un supermercato inglese ha richiamato in servizio i casseri umani
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Ricordi come erano i supermercati prima dell'avvento delle casse automatiche? Ecco: l'Inghilterra settentrionale ha deciso di tornare i vecchi tempi. Vediamo insieme qual è il motivo alla base di questa scelta.

I vantaggi delle casse automatiche: i supermercati Booths non sono d'accordo

I vantaggi delle casse automatiche: i supermercati Booths non sono d'accordo

Freepik

Andare avanti in molti casi è l'unica strada da percorrere, senza voltarsi indietro: eppure, a volte, ripristinare i vecchi tempi potrebbe essere una buona idea e persino la migliore soluzione. In un mondo sempre più abituato alla tecnologia e all'automatizzazione, lo sguardo e il lavoro umano sta via via venendo meno in moltissimi settori. A quanto pare, una catena di fascia alta di supermercati dell'Inghilterra del nord non ci sta: parliamo di Booths, che è stata ribattezzata un "Waitrose del nord". Booths ha scelto di eliminare le moderne casse automatiche, fatta eccezione per due negozi, dichiarandosi "poco fan" di questa alternativa.

Di certo, le casse automatiche sono state un'introduzione, nelle catene alimentari, che hanno facilitato la vita a molti clienti, anche se alcuni, come ad esempio gli anziani, hanno riscontrato alcune difficoltà iniziali. Tuttavia, una volta compreso il meccanismo, saldare il conto della spesa è diventato di certo più rapido rispetto all'attesa obbligata durante la fila alle casse standard. Passando il prodotto mostrando il relativo codice a barre sul sensore, si procede a pagare il conto totale tramite contanti o carta, si ritira lo scontrino, si imbustano gli acquisti e si lascia il negozio senza l'ausilio dei cassieri. Un'alternativa efficiente e apprezzata, ma non da Booths.

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Supermercato inglese elimina le casse automatiche in favore dell'accoglienza umana

Supermercato inglese elimina le casse automatiche in favore dell'accoglienza umana

pin add - Self Checkout Uploaded by SchuminWeb/Wikimedia commons - CC BY 2.0

La rapidità non è per tutti al primo presto, che ad essa preferiscono il calore dell'accoglienza e del lavoro umano. Senza contare che, uno dei contro dell'autonomia nella fase finale della spesa, non è scevra da numerosi possibili imprevisti: la cassa che si inceppa, il dispositivo che non riconosce un prodotto, i dubbi sul procedimento, l'eventuale detenzione di buoni sconto possono creare confusione e rendere comunque necessaria l'assistenza del personale. Alcuni prodotti, inoltre, come determinati alcolici, sono soggetti a particolari normative e non tutto può essere acquistato senza previa valutazione. Per tutti questi motivi, Booths ha dichiarato di voler eliminare le casse automatiche dalla stragrande maggioranza dei suoi negozi.

Nigel Murray, amministratore delegato del marchio, ha dichiarato: "Non siamo grandi fan delle casse automatiche. Siamo orgogliosi dell'eccellente servizio clienti e non è possibile farlo tramite un robot." Si tratta della prima catena del Regno Unito a fare dietro front sotto questo punto di vista e ripristinare le casse provviste di apposito personale. Booths, di fatto, ha deciso di andare controcorrente e rifiutare l'automazione di questo processo di acquisto, che ritiene debba essere accompagnato dalla professionalità e dall'accoglienza dei cassieri tradizionali. Una figura ritenuta importante da chi si trova al vertice di questi supermercati e che non intende sostituire con alcun freddo macchinario. Molte persone, inoltre, vivono da sole e gli unici momenti in cui possono sperimentare interazioni con gli altri sono proprio quelli legati agli acquisti: abbandonare le casse standard significherebbe privarle di queste occasioni quotidiane o sporadiche. Per questo la presenza dei cassieri si rivela spesso di grande rilevanza sociale.

Booths dice addio alle casse automatiche e torna all'originale filosofia

Booths dice addio alle casse automatiche e torna all'originale filosofia

Mtaylor848/Wikimedia commons - CC BY-SA 4.0

Tuttavia, questi aspetti inerenti il benessere mentale umano sono spesso dimenticati in favore della velocizzazione, della praticità e del maggior consumo. Aumentare il flusso alle casse, infatti, significa anche incrementare il numero di clienti disposti a spendere in un supermercato, rendendosi disponibile più tempo per farlo. Booths, al contrario, mette al primo posto il contatto umano rinunciando al self-service. "Crediamo che i colleghi al servizio dei clienti offrano una migliore esperienza ai compratori e pertanto abbiamo preso la decisione di rimuovere le casse automatiche nella maggior parte dei nostri negozi. Ci siamo basati non solo su ciò che riteniamo sia la cosa giusta da fare, ma anche sul feedback ricevuto dai nostri clienti."

Il primo negozio Booths risale al 1847, quando Edwin Henry Booth, commerciante di tè, aprì il suo primo alimentari. Ancora oggi la catena è di proprietà della famiglia e vanta ventotto punti vendita distribuiti tra Yorkshire, Cumbria, Cheshire e Lancashire. Al tempo della sua fondazione, la mission era: "Vendi i migliori prodotti disponibili, in negozi attraenti, con assistenti di prima classe". Anche in onore di questa filosofia è stata presa questa decisione, come sottolinea Murray: “Deliziare i clienti con la nostra calorosa accoglienza del nord è parte del nostro DNA e continuiamo a investire nel nostro personale per assicurarci di rimanere fedeli a tale etica”.

Gli unici due supermercati a mantenere le casse automatiche saranno quelli di Lake District a Windermere e Keswick, dal momento che si trovano in zone turistiche e possono vivere momenti di sovraffollamento, in cui il self-service può rendersi necessario. Dopo sei anni di casse automatiche, dunque, Booths fa marcia indietro e regala nuovamente ai clienti il sorriso dei cassieri: che ne pensi di questa inversione di rotta?

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