Cosa c’è di vero nel Santo Graal? Un viaggio tra mito, leggenda e verità

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di Gianmarco Bonomo

31 Ottobre 2023

Cosa c’è di vero nel Santo Graal? Un viaggio tra mito, leggenda e verità
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Dopo duemila anni di storia e leggende, ricerche e teorie, il mito del Santo Graal è ancora in grado di affascinare e incuriosire. Ma cosa c’è di vero nella storia del Santo Graal e dove si trova oggi, ammesso che esista? Vediamolo insieme!

Il Santo Graal non è ciò che pensiamo

Il Santo Graal non è ciò che pensiamo

Wikimedia Commons - Public Domain

Quando si pensa al Santo Graal, si immagina subito Indiana Jones o al massimo Tom Hanks nel Codice da Vinci. Associare il Graal al calice dell’Ultima Cena è abbastanza scontato, no? Ecco, non proprio: il mito del Santo Graal è molto antico, certo, ma non quanto verrebbe da pensare. La sua prima comparsa avviene infatti nella letteratura francese del XII secolo, e precisamente in queste opere:

  • Parsifal di Chrétien de Troyes. L’autore descrive un Graal, ma non è sacro né è un calice: semplicemente una damigella tiene un graal pieno di pietre preziose fra le mani.
  • Giuseppe d’Arimatea di Robert de Boron. Qui compare il legame con l’Ultima Cena, in cui il Graal è la coppa usata da Gesù, dentro la quale Giuseppe raccoglie il sangue del Cristo sulla croce.
  • Parsifal di Wolfram von Eschenbach, del 1210. Stavolta il Graal non è un piatto né un coppa, ma una pietra magica caduta dalla corona di Lucifero e in grado di esaudire qualsiasi desiderio.
  • La ricerca del Santo Graal, Anonimo, del 1220. Qui il Graal rappresenta la Grazia divina.
  • Ciclo arturiano. Questo è il ciclo di storie che consacrerà la leggenda del Santo Graal non solo per i contemporanei, ma anche nei secoli futuri, con le avventure di Parsifal, Galahad e Lancillotto.

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Cos’è il Santo Graal?

Cos’è il Santo Graal?

Freepik

Come si vede, il Graal è tante cose e allo stesso tempo nessuna: è un oggetto prezioso, un calice, una pietra magica o la Grazia di Dio. Per capire davvero cos’è il Santo Graal, è necessario risalire all’origine della parola stessa. Per alcuni, è possibile che Graal derivi dal latino medievale “gradalis”, che significa vaso o recipiente: l’interpretazione propende quindi verso il calice dell’Ultima Cena. Altri ritengono che la parola derivi da κρατήρ, kratḗr, anche qui un’antica coppa.

Ma Graal sembra anche derivare da una parola celtica che significa oggetto sacro o pietra preziosa. E in effetti il mito di questo oggetto magico, prezioso, legato a Gesù Cristo potrebbe avere origini più pagane di quanto pensiamo. Il Graal compare infatti in antiche saghe celtiche, racconti di eroi viaggiatori, in cui rappresenta un semplice piatto o tutt’al più una coppa. Un simbolo della natura spirituale dell’aldilà.

Il Santo Graal: un mito moderno

Il Santo Graal: un mito moderno

Web Gallery Art/Wikimedia Commons - Public Domain

C’è anche un’altra possibile etimologia, che sta alla base di una delle teorie sul Santo Graal più discusse degli ultimi anni. Secondo alcuni, infatti, Santo Graal deriverebbe da “sang real”, ossia la discendenza di Gesù e Maria Maddalena. Non supportata da fonti storiche concrete, questa teoria ha comunque esercitato un certo fascino, tanto da diventare la base per il romanzo Il Codice da Vinci di Dan Brown. L’unica prova a supporto dell’interpretazione è una leggenda medievale secondo cui Maria Maddalena sarebbe fuggita in Francia dopo la crocifissione. Ma di prole e sangue reale, nessuna traccia.

Interessante è anche un’altra interpretazione moderna, di Daniel Scavone, secondo cui il Santo Graal sarebbe la Sindone. Lo storico ipotizza che il sudario di Gesù sia proprio l’ispirazione per le leggende su questo oggetto che contiene il sangue di Cristo. Potrebbe quindi trattarsi della telo menzionato dai Vangeli, meno certa è invece l’associazione con la Sindone di Torino.

Dove si trova il Santo Graal? Dappertutto, e in nessun posto

Dove si trova il Santo Graal? Dappertutto, e in nessun posto

Sylvain Billet/Wikimedia Commons - CC BY-SA 4.0 DEED

Di fronte a un mito così pervasivo come quello del Santo Graal, è normale che ci siano tantissime testimonianze sui luoghi in cui sarebbe quello vero. Una fonte antica menziona un calice argenteo nei pressi della Gerusalemme del VII secolo, poi andato perduto: sarebbe questo il Graal? Un’altra testimonianza colloca una copia del Graal prima a Costantinopoli, dopo a Troyes, ma ne perde le tracce durante la Rivoluzione Francese. A oggi, sono due i calici che potrebbero essere il Santo Graal:

  • il sacro catino di Genova, di origini incerte ma secondo alcuni trafugato dalla Terra Santa durante la Prima Crociata;
  • il sacro calìz di Valencia, che sarebbe stato portato a Roma dall’apostolo Pietro, ma di cui si hanno notizie certe soltanto a partire dal XIV secolo.

Vista la portata del mito, non stupisce poi come ci siano tantissime ipotesi su dove possa trovarsi il Santo Graal. A oggi, il sacro calice rimane un enigma intrigante che cattura la nostra immaginazione da secoli. La sua storia continua a ispirare ricerche, leggende e teorie, ed è seconda soltanto al suo simbolismo. Magari non sapremo mai la verità sul Santo Graal, ma forse il suo senso sta proprio nella ricerca di qualcosa che sta sempre al di là di noi.

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