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Ha un infarto e il suo cuore smette…
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Ha un infarto e il suo cuore smette di battere per 90 minuti: "Vi racconto la mia testimonianza"

28 Ottobre 2022 • di Francesca Argentati
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Diverse persone hanno sperimentato esperienze molto particolari, che riguardano il confine tra la vita e l'aldilà: un breve momento, in genere alcuni minuti, in cui si sono trovate "senza vita" per poi riuscire a riprendersi. In molti di questi casi, la particolarità è aver riportato un racconto del tutto similare l'uno all'altro. Si aggiunge il caso, del tutto diverso, di un uomo australiano di 61 anni che ha "cessato di esistere" per un tempo molto lungo: ben 90 minuti. Scopriamo insieme la sua testimonianza.

via: Daily Star

Il protagonista di questa vicenda si chiama Alistair Blake, ha 61 anni e qualche tempo fa è stato vittima di un infarto. Fortunatamente, accanto a lui c'era la moglie Melinda, con cui è sposato da 35 anni. La donna, al risveglio, si è subito resa conto che qualcosa non andava e non ha esitato a chiamare l'ambulanza. Durante l'attesa ha tentato di rianimare il marito per 20 minuti, ma all'arrivo dei sanitari l'uomo sembrava privo di vita.

I paramedici hanno usato il defibrillatore per ben 8 volte per tentare di riportarlo indietro, dichiarandolo clinicamente deceduto. Dopo un'ora e trenta minuti di tentativi disperati, finalmente il suo cuore ha ripreso a battere. “Ricordo di essere andato a letto il sabato sera e il ricordo successivo è stato quello di essermi svegliato il giovedì mattina su una barella mentre mi portavano in terapia intensiva. Tecnicamente, sono rimasto senza vita per 90 minuti."

Ma che cosa ha visto o sentito Alistair durante quel tempo interminabile?

"Il mio cervello ha completamente bloccato quello che è successo nel mezzo. Molte persone mi chiedono se ho visto qualcosa e no, non ho visto nulla. Nessuna luce brillante, niente del genere." Un caso diverso dagli altri, senza apparizioni né visioni di alcun genere. Il cuore di Blake è stato dotato di un pacemaker e, dopo questa brutta esperienza, l'uomo ha deciso di dedicare meno tempo al lavoro, trascorrendone di più con la famiglia e gli amici. Inoltre, segue una dieta sana e fa esercizio fisico.

Il dottor Steven Laureys, ricercatore e neurologo presso il Centre Hospitalier Universitaire de Liège in Belgio, sostiene che le esperienze di fine vita sono provocate dal "cervello disfunzionale che causa i fenomeni", nonostante ciò che alcune persone vedono e sentano sia molto vivido.

Tu che ne pensi? Si tratta di fenomeni legati all'attività cerebrale o reali esperienze nell'aldilà?

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