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La diga si abbassa a causa della siccità:…
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La diga si abbassa a causa della siccità: villaggio fantasma riemerge dopo 30 anni trascorsi sott'acqua

24 Febbraio 2022 • di Francesca Argentati
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Nel mondo sono tantissime le cosiddette “ghost town”, ovvero città fantasma, mete turistiche decisamente alternative che si distinguono dalle altre per il loro aspetto: si tratta infatti di posti abbandonati, che raccontano una storia particolare e un passato spesso travagliato che contribuiscono a renderle misteriose e affascinanti. Le caratteristiche principali sono strade deserte, edifici decadenti, viali desolati e rovine disseminate qua e là, che portano l’immaginazione del viaggiatore lontano, verso un periodo in cui ancora c’erano vita e colori.

Ad aggiungersi alla lunga lista di città fantasma è Aceredo, villaggio spagnolo riemerso dalle acque.

via: Mirror

Aceredo, che si trova in Galizia, a poca distanza dal confine col Portogallo nella parte nord-occidentale della Spagna, è rimasto silenziosamente sott’acqua per ben trent’anni: a farlo tornare a galla è stata la siccità causata dalle scarse piogge, che ha abbassato il livello della diga Alto Lindoso portandola al 15% della sua capacità, ma anche lo sfruttamento del bacino idrico da parte di una compagnia elettrica portoghese. Con lo svuotamento dell’invalso, il villaggio è riemerso in tutto il suo antico splendore, annoverandosi subito tra le più ambite attrazioni turistiche del posto: palazzi in rovina, fango ovunque, detriti in legno e mattone, tetti crollati e persino una vecchia fontanella ancora in funzione.

La storia di Aceredo si arrestò nel 1992, quando venne costruito il bacino idrico di Alto Lindoso che ne causò l’allagamento da parte del fiume Lima. Il progetto prese vita nel 1968, a seguito di un accordo tra Francisco Franco e António Salazar per usufruire dei fiumi del confine.

Lo spettacolo decadente offerto dal villaggio fantasma riemerso dalle acque mostra circa settanta case, tra cui spicca anche una vecchia caffetteria, un veicolo arrugginito e diverse casse con bottiglie di birra fra i detriti.

Uno scenario che genera ammirazione, ma anche tristezza fra i visitatori e gli abitanti delle zone limitrofe, pensando a quanto è accaduto ai vecchi abitanti di Aceredo. Pare infatti che la comunità indigena sia stata allontanata con la forza, lasciando la piccola città così com’era prima che venisse sommersa dalle acque.

Intanto, il fenomeno della siccità in Spagna inizia a preoccupare: il ministero dell’Ambiente evidenzia come anche altri bacini idrici spagnoli siano soltanto al 44% della loro capacità, per un 15% in meno rispetto alla media registrata nell’ultimo decennio. Un dato non ancora allarmante, ma senza dubbio da tenere sotto controllo. Nel frattempo, il governo ha sancito uno stop all’uso delle acque di sei dighe fintanto che il loro normale livello non venga ripristinato dalle piogge.

Tags: ViaggiCuriosiStoria
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