Congo, 12 ranger e 4 civili uccisi in un terribile agguato: da anni difendevano i gorilla dai bracconieri - Curioctopus.it
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Congo, 12 ranger e 4 civili uccisi in un terribile agguato: da anni difendevano i gorilla dai bracconieri

19 Maggio 2020 • di Lorenzo Mattia Nespoli
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È una vera e propria strage silenziosa quella che, da anni, colpisce i ranger del Parco Nazionale dei Vulcani Virunga in Congo. Un luogo meraviglioso, che si estende per 7800 km quadrati e ospita una varietà invidiabile e preziosissima di flora e fauna. Un patrimonio tanto prezioso quanto difficile da difendere, specie per quanto riguarda gli animali che lo popolano.

In particolare, il Parco è celebre per la presenza dei gorilla di montagna (beringei beringei), specie animale in pericolo e, specie in questo posto, preda della caccia illegale. Ed è proprio ai bracconieri che, infatti, si devono i terribili attacchi subiti da chi cerca, nonostante innumerevoli pericoli, di proteggere il patrimonio naturale. Purtroppo, però, non è sempre una cosa semplice, come dimostra il tragico episodio che è costato la vita a ben 12 rangers e 4 civili.

via: BBC

A Rumangabo, dove ha sede l'area naturale Virunga, l'agguato di un gruppo di persone armate non ha lasciato scampo né ai 12 ranger, né a 4 civili che si trovavano con loro. Stando a quanto riferito e ricostruito, gli assassini avrebbero fatto scattare la loro trappola prendendo di mira i veicoli su cui si trovavano i rangers e gli altri.

Le vittime si dedicavano da lungo tempo alla salvaguardia del parco e dei loro ospiti, con particolare attenzione ai gorilla di montagna. Un attacco del genere, sebbene non sia una novità da queste parti, non si era mai visto. Il numero delle persone coinvolte ha superato di gran lunga quello delle vittime dei precedenti agguati. Nonostante questo, secondo quanto ha riferito il WWF, in 20 anni al Virunga avrebbero perso la vita circa 200 ranger, nel semplice e utile svolgimento del loro lavoro. Numeri che fanno rabbrividire, e che, a ragione, ci raccontano di una vera strage.

immagine: Wikimedia Commons

Mentre si indaga su quanto accaduto, appare quasi scontato che l'attacco - così come gli altri in passato - possa essere partito dalla spregiudicatezza dei bracconieri e delle bande criminali che qui, nell'area naturale protetta più antica dell'intera Africa, non hanno mai accettato le restrizioni imposte ai loro obiettivi di caccia illegale. Una situazione davvero complicata e pericolosa, in cui donne e uomini lottano ogni giorno in modo eroico per mantenere intatto un patrimonio che appartiene all'intera umanità.

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