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Secondo le statistiche, molte persone hanno chiesto a Google se il Coronavirus fosse collegato alla birra Corona

30 Gennaio 2020 • di Claudia Melucci
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Dalla data del primo caso di contagio da coronavirus, avvenuto l'8 dicembre 2019, l'epidemia originata nella città cinese di Wuhan è uno dei temi più caldi del momento, per ragionevoli motivi. Come avviene di solito per le questioni di interesse globale, parallelamente alla diffusione di notizie vere e utili se ne diffondono altre false e ingannevoli. 

Riguardo al coronavirus, dai dati di Google è emerso che molte persone hanno cercato chiarimenti in merito ad una dubbia correlazione tra il virus e la birra messicana Corona Extra, vista la somiglianza nel nome.

immagine: pxhere

Dai dati di Google sulle parole chiave più ricercate in tutto il mondo è emerso che le persone hanno ripetutamente digitato ricerche del tipo "coronavirus beer virus", "beer virus" e "beer coronavirus", forse alla ricerca di una conferma o di una smentita del fatto che nella questione dell'epidemia cinese c'entri anche la nota birra messicana Corona Extra.

Le ricerche con queste parole chiave, infatti, hanno subito in tutto il mondo un deciso balzo a partire dalla seconda metà del mese di gennaio. Il motivo di queste ricerche risiede probabilmente nella somiglianza dei nomi. 

La verità, è doveroso specificarlo, è che il marchio messicano Corona Extra non ha niente a che vedere con la diffusione del virus: gli scienziati, infatti, non si sono ispirati alla birra per conferire il nome al responsabile dell'epidemia, quanto al fatto che la sua struttura proteica al microscopi mostra una struttura circolare che ricorda la forma di un corona: da qui il suffisso corona-, dalla parola latina corona che ha lo stesso significato. 

Fortunatamente, il marchio Corona Extra sembra non aver subito alcun contraccolpo al momento, grazie forse alle notizie di smentita che sono apparse sullo schermo di chi ha avanzato le ricerche che correlavano la birra al virus.

D'altronde, non sarebbe stata la prima volta che un marchio vedeva crollare le vendite a causa di un'inutile sabotaggio da parte dei consumatori: qualcosa di simile è accaduto negli anni '80, quando la paura nei confronti dell'Aids, malattia causata dal virus HIV, dimezzò le vendite delle pastiglie Ayds per la perdita di peso corporeo.

Rispetto a questo evento forse, e per fortuna, qualcosa è cambiato e oggi le persone si informano prima di agire, mossi da false e facili convinzioni.

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