Addio alla plastica: il borgo di Civita di Bagnoregio organizza la prima festa di paese a "impatto zero"

REDAZIONE

02 Maggio 2019

Addio alla plastica: il borgo di Civita di Bagnoregio organizza la prima festa di paese a
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Un suggestivo borgo etrusco sospeso su uno sperone di roccia circondato da magnifiche vallate, raggiungibile solo da uno stretto ponte. Questo è lo scenario che si presenta davanti agli occhi di chi visita Civita di Bagnoregio per la prima volta.

Un'immagine evocativa e quasi surreale, in cui la piccola frazione del comune viterbese, che conta appena undici abitanti, sembra quasi una roccaforte medievale in cui il tempo si è fermato. Eppure, il fascino di Civita di Bagnoregio è purtroppo legato anche a una grande fragilità. 

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È detta infatti "la città che muore", per via dell'erosione della collina e della vallata che circondano l'abitato. Un fenomeno che minaccia la stabilità del borgo fin dai tempi della sua fondazione, avvenuta circa 2500 anni fa.

La sua vitalità, tuttavia, è tutt'altro che morente, tanto da farla diventare un vero e proprio fenomeno turistico in Italia e non solo. Sono infatti oltre 800 mila i visitatori che ogni anno si perdono tra i suoi vicoli e i suoi monumenti.

Oltre ai tesori architettonici e naturali del luogo, però, di recente Civita è balzata all'attenzione pubblica per un ambizioso progetto ambientale. Bagnoregio, infatti, mira a diventare il primo comune "plastic free" d'Italia.

Si tratta di qualcosa che va oltre la "semplice" sensibilità ambientale e la promozione del riciclo: l'amministrazione locale vuole adottare un approccio totalmente nuovo, tramite iniziative concrete e misure pratiche.

Un progetto ambizioso, che ha visto tra i sostenitori lo scozzese James P. Graham, artista e rappresentante del movimento "A plastic planet", che da anni in Europa si dedica a sensibilizzare le coscienze sul tema della plastica, del suo utilizzo e del riciclo.

Davide Papalini/Wikimedia

Graham, che da Londra si è trasferito nelle campagne viterbesi, è attivo nel nostro Paese nella continua ricerca e promozione di realtà e aziende che fanno uso dei materiali in modo sostenibile, tramite ad esempio l'impiego di plastiche e imballaggi biodegradabili e compostabili.

Così, grazie anche ai progetti presentati dall'artista all'amministrazione comunale di Bagnoregio, si è riusciti a portare in piazza la prima festa completamente "biocompostabile". Una manifestazione in cui sono stati utilizzati piatti, posate e bicchieri completamente biodegradabili, da poter essere riutilizzati come fertilizzante agricolo.

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mathiasbaert/Flickr

Il settore alimentare, infatti, è uno di quelli in cui più si abusa dei materiali plastici: qui è fondamentale intervenire in nome della salvaguardia dell'ambiente.

Un messaggio forte, che dovrebbe rappresentare un primo passo - da estendere anche in altre realtà - per sensibilizzarci a proteggere realmente l'ecosistema in cui viviamo, partendo dai piccoli gesti quotidiani, nonché dagli oggetti che utilizziamo.

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