12 fatti curiosi sul make-up nell'Antica Roma che ci svelano abitudini assurde del passato

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di Claudia Melucci

06 Marzo 2019

12 fatti curiosi sul make-up nell'Antica Roma che ci svelano abitudini assurde del passato
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Anche nell'Antica Roma il trucco era un ingrediente quotidiano nella vita delle donne, in particolare di quelle ricche e delle prostitute: per le donne della classe media, invece, truccarsi era un'attività che faceva perdere molto tempo, visto che i cosmetici dovevano essere applicati più volte al giorno. Con l'avvento del Cristianesimo, inoltre, l'abitudine di indossare il trucco si differenziò ulteriormente tra le donne pagane, sempre attente alla bellezza, e tra quelle cristiane che invece credevano di dovevano lodare Dio per quello che aveva dato loro alla nascita.

Quello della cosmesi è un tema molto ricco quando declinato agli antichi romani, nonché molto curioso: ecco alcuni fatti curiosi che vi faranno conoscere qualcosa di più sui romani e sul trucco. 

M. Disdero/Wikimedia

M. Disdero/Wikimedia

  • Per i romani era accettabile solo una "conservazione della bellezza" e non l'"abbellimento innaturale".
  • Rispetto agli standard odierni, il trucco nell'Antica Roma era comunque abbondante perché doveva essere visibile nelle condizioni di scarsa luminosità dell'epoca.
  • Un profumo troppo forte si credeva servisse a coprire l'odore emanato dopo aver bevuto abbondantemente.
  • La pelle bianca, segno di appartenenza a classi elevate, era la caratteristica più ambita nell'Antica Roma, nonostante le native romane avessero una pelle tendente all'olivastro. 
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Barbara McManus/Wikimedia

Barbara McManus/Wikimedia

  • Per la preparazione di cosmetici e maschere di bellezza spesso si utilizzavano ingredienti di origine animale, tra cui: sebo di pecora (lanolina), escrementi, placenta, midollo e urina. 
  • Il bagno nel latte d'asina, storicamente ricondotto a Cleopatra, era un trattamento estremamente dispendioso. 
  • Le rughe, le lentiggini e le macchie provocate dal sole denotavano una persona appartenente a classi sociale basse.
  • Sfumature rosee sulle guance erano ben viste, perché segno di una buona salute: venivano riprodotte con ingredienti naturali rossi, come sterco di coccodrillo, petali di rosa e di papavero.
  • Tranne i capelli, gli altri peli sul corpo di una donna erano mal visti: venivano rimossi con una ceretta a base di resina, tagliati o estratti con le pinzette.
Carole Raddato/Flickr

Carole Raddato/Flickr

  • Si credeva che abitudini viziose portassero alla caduta delle ciglia. Le donne proteggevano le ciglia e spesso le infoltivano con delle tinture nere. 
  • Si usavano gli ombretti per accentuare la profondità dell'occhio, soprattutto verde (ottenuto dalla malachite) e blu (ricavato dalla azzurrite).
  • Le sopracciglia andavano di moda folte, spesso anche unite al centro. L'usanza di assottigliarle si diffuse solo nel I secolo d.C.

     
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