Successo per il casco che salva i capelli dalla chemio: in Italia un altro ospedale lo mette a disposizione - Curioctopus.it
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Successo per il casco che salva i capelli…
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Successo per il casco che salva i capelli dalla chemio: in Italia un altro ospedale lo mette a disposizione

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Perdere i capelli durante la chemioterapia non è solo una questione di estetica: pur di sconfiggere la malattia si sarebbe disposti a perdere i capelli ed altro, ma nella quotidianità di un trattamento lungo e sfiancante come la chemioterapia si può immaginare come conservare almeno il proprio aspetto sia importante.

Esiste un nuovo dispositivo che permette ai pazienti oncologici di scongiurare la perdita dei capelli, sottoponendosi ad un semplice trattamento non invasivo: in Italia diverse strutture lo mettono a disposizione, tra cui l'Ospedale Umberto I di Lugo, in provincia di Ravenna. 

Si chiama Paxman Scalp Cooler il dispositivo innovativo che contiene o impedisce del tutto la perdita dei capelli durante i trattamenti chemioterapici. Di recente è stato donato all'Ospedale Umberto I di Lugo, in provincia di Ravenna, dall'Istituto Oncologico Romagnolo, dove già 62 donne hanno sperimentato il macchinario.

Il funzionamento del Paxman è molto semplice: raffredda il cuoio capelluto ad una temperatura di -4°C, in modo da restringere i capillari che arrivano ai bulbi piliferi, limitando così la quantità di farmaco nell'area del cuoio capelluto.

Già da tempo di sapeva che il freddo poteva essere un'arma contro la caduta dei capelli, ma nessuno strumento era mai riuscito a creare un procedimento efficace e sicuro per la salute dei pazienti.

Il Paxman ha reso possibile raggiungere le basse temperature, senza perdere di vista il comfort del paziente e soprattutto la sua sicurezza: il dispositivo consiste in un semplice casco in silicone, che va indossato da mezz'ora prima dell'inizio dell'infusione dei farmaci fino a tre ore dopo. Durante la seduta, i pazienti possono rilassarsi, leggere, mangiare o dormire: è possibile anche andare in bagno, grazie all'autonomia di 10 minuti posseduta dal casco. 

Sono i pazienti oncologici, soprattutto donne, a rivelare l'importanza che riveste la possibilità di conservare i capelli, nonostante la chemioterapia: "Non mi fa sentire malata e diversa dagli altri. Mi ha dato la forza di andare avanti insieme ai miei figli", ha detto una delle donne che ha provato il dispositivo.

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immagine: Paxman

Conservare il più possibile il proprio aspetto non è determinante nella lotta al cancro, ma aiuta a conservare quella tenacia che gioca un ruolo importante parallelamente ai farmaci. 

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