Il primo chimico della storia è stata una donna: a rivelarcelo una tavoletta mesopotamica

Francesca Torino

18 Novembre 2018

Il primo chimico della storia è stata una donna: a rivelarcelo una tavoletta mesopotamica
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Esistono alcuni ambiti del sapere umano, come la scienza, che sembra non tenere conto delle scoperte o innovazioni fatte dalle donne. Probabilmente, perché ancora non si conosce del tutto la storia degli uomini. Oggi, molti storici focalizzano la loro attenzione sulle donne del passato e l'influenza che hanno avuto sul mondo moderno. Un esempio di questo tipo di donna è Tapputi, la prima chimica del mondo, vissuta in Mesopotamia. Delle sue origini e di quello che ha fatto, abbiamo notizia grazie a una tavoletta di bronzo del 1200 a.C., rinvenuta nell'antica Babilonia. Questo importante reperto archeologico riporta la sua storia e quella della assistente, anch'essa donna, Ninu.

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Le due donne sono note per essere creatrici di profumi nella corte del re. A quel tempo, il profumo è qualcosa di molto prezioso e importante, viene usato principalmente durante le cerimonie religiose ed è considerato come una sorta di ponte tra il mondo umano e il mondo divino, un mezzo per comunicare con le divinità. A questo scopo, anche i defunti vengono trattati con diversi unguenti dalle varie profumazioni.

Data l'importanza che viene attribuita ai profumi nell'età del bronzo, per realizzarli occorrono conoscenze e abilità di una certa elevatezza. Infatti, i preparatori devono avere a che fare con la chimica e i processi di distillazione, e le due donne, Tapputi e Ninu, sono delle vere e proprie maestre.

mullah/Wikipedia

Stando alle informazioni raccolte, sembra che le due abbiano utilizzato per i loro prodotti diversi ingredienti, quali oli appositamente preparati, mirra, fiori e resine pressati. Molte ricette di Tapputi sono arrivate sino a noi grazie ad altri produttori di profumi, ma i suoi testi originali sembra che siano andati persi.

Grazie al ritrovamento della tavoletta di bronzo, gli storici hanno scoperto anche che la chimica e la sua assistente hanno lavorato per la corte del re e per il sovrano stesso, e che all'interno della loro società hanno avuto una reputazione molto alta. Inoltre, viene fatto riferimento a un trattato sulla produzione dei profumi e sulla chimica scritto da Tapputi stessa, andato perduto, e alla progettazione e sviluppo del primo distillatore, l'alambicco, utilizzato ancora oggi.

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Per merito di queste due donne, nel corso del tempo lo studio dei processi chimici ha fatto passi da gigante, e molte teorie e tecniche del 1200 a.C. sono state usate ancora per migliaia di anni.

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