Così l'industria farmaceutica si arricchisce torturando i cavalli

Marco Renzi

15 Maggio 2017

Così l'industria farmaceutica si arricchisce torturando i cavalli
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Da sempre l'uomo ha utilizzato gli animali come meri strumenti di produzione, torturandoli e spesso uccidendoli in nome della ricerca o del profitto, e a tal proposito vogliamo raccontarvi un'altra triste storia che coinvolge i cavalli.

Si tratta della produzione della gonadotropina corionica equina, un ormone utilizzato negli allevamenti equini, bovini, ovini e canini per stimolare e controllare la fertilità delle riproduttrici. Esso può essere estratto solo dal sangue di una cavalla incinta tra il 40esimo e il 120esimo giorno di gravidanza.

Inutile dirvi che questo "prelievo" sia diventato negli anni una fabbrica di orrori ai danni di povere giumente innocenti.

via SumOfUs

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Considerata l'enorme richiesta da parte del marcato dell'allevamento intensivo, sono nate numerose fattorie in cui viene prelevato questo sangue. Le giumente vengono fecondate artificialmente e trascorsi 40 giorni si inizia il prelievo: fino a 10 litri a sessione, circa 1/4 del totale. Oltre al fatto che le cavalle vivono costantemente debilitate, molte di esse diventano anemiche e non di rado finiscono per morire.

Non è concesso loro nemmeno il "lusso" di terminare la gravidanza: prima che sopraggiunga il parto l'inutile feto viene ucciso e gettato via, in modo che la cavalla possa essere subito rifecondata e ricominciare il ciclo.

L'aspettativa di vita di questi animali è bassissima, e di solito trovano pace solo quando vengono mandati al macello, ormai esausti e inutili per qualsiasi altro scopo.

L'associazione SumOfUs, insieme ad altre, si sta battendo per fermare questa orribile tortura, ma finché ci saranno aziende farmaceutiche disposte ad acquistare l'ormone per produrre i loro farmaci, le fattorie del sangue non chiuderanno mai.

Se volete, potete informarvi ulteriormente e magari firmare la loro petizione.

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