Rockefeller fu un magnate del petrolio: ora i suoi discendenti prendono una decisione storica

di Giulia Bertoni

11 Dicembre 2016

Rockefeller fu un magnate del petrolio: ora i suoi discendenti prendono una decisione storica
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Nel 1870 John D. Rockefeller fondava la Standard Oil, una compagnia petrolifera che in poco tempo riuscì a imporsi in tutti i settori industriali principali e a divenire una delle prime potentissime multinazionali statunitensi, al punto che nel 1911 essa venne sciolta su decisione della Corte Suprema americana poiché divenuta una sorta di monopolio illegale. Lo stesso Rockefeller divenne una figura di spicco della nascente industria petrolifera ed è tuttora ricordato come una delle persone di successo più famose della storia. I suoi discendenti, però, hanno preso una decisione che prende nettamente le distanze da quelle che furono le posizioni che diedero origine a questa nota azienda...

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Il Rockelfeller Family Fund, il fondo che dal 1967 porta avanti attività filantropiche nel nome della prestigiosa famiglia, ha deciso che non investirà più nelle compagnie, che sfruttando i combustibili fossili, emettono i dannosi gas a effetto serra. La notizia non suonerebbe così rivoluzionaria se non fosse che...

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I portavoce del fondo impegnato politicamente e a livello di tutela dell'ambiente hanno infatti dichiarato che fra le aziende che non beneficeranno più degli investimenti di famiglia c'è la ExxonMobil, ossia la diretta (e più grande) discendente della Standard Oil fondata dal loro antenato. In un comunicato da loro rilasciato si legge: "Non esiste più alcun fondamento logico che permetta alle aziende di continuare a sfruttare le risorse di idrocarburi e cercarne di nuove. Dobbiamo sforzarci di mantenere intatte quelle rimaste se vogliamo avere qualche speranza di vedere il nostro Pianeta sopravvivere. Sarebbe quindi negligente da parte nostra mancare di sottolineare la responsabilità morale di aziende come la ExxonMobil nel perpetrare questa dannosa linea industriale e la loro responsabilità, a partire dagli anni Ottanta, nel diffondere informazioni che confondessero le persone riguardo al tema dei cambiamenti climatici quando, al contempo, spendevano milioni di dollari nella ricerca di nuove opportunità di sfruttamento dell'ambiente".
Una decisione coraggiosa ma necessaria.

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