Ricchezza VS povertà: un drone riesce a rilevare la sconvolgente realtà - Curioctopus.it
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Ricchezza VS povertà: un drone riesce…
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Ricchezza VS povertà: un drone riesce a rilevare la sconvolgente realtà

23 Giugno 2016 • di Giulia Bertoni
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Come in tutti i paesi dal passato burrascoso e densamente popolati, in Sudafrica il divario fra ricchi e poveri può essere enorme. Il fotografo Johnny Miller ha da poco realizzato un progetto dal titolo "Unequal Scenes" (Scene Ineguali) con il quale punta a ricordare l'esistenza di questo divario, il quale si manifesta non solo attraverso i diversi servizi disponibili nei due tipi di comunità, ma anche attraverso l'organizzazione urbanistica di queste. 

Per catturare l'essenza di questo divario, Miller ha pensato di utilizzare una telecamera fissata a un drone e fargli sorvolare le cittadine attorno Cape Town.

La netta separazione fra zona ricca e zona povera rappresenta ciò che rimane delle politiche di segregazione razziale attive durante il periodo dell'aparthaid (1910-1994).

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In alcuni casi questa separazione è stata studiata a tavolino, in altri costituisce il risultato di un processo di cosiddetta "segregazione spontanea".

Sebbene siano passati ormai 22 anni dalla fine dell'apartheid, la condizione di segregazione continua a esistere e colpisce quanto stretto sia il confine che separa queste comunità.

L'idea di utilizzare un drone nasce dal fatto che, secondo Miller, attraversare a piedi le zone povere e le zone ricche non aiuta a capire la reale entità della situazione.

Nel suo progetto, Miller mette a confronto sei diverse zone, tutte situate entro 35 km dalla capitale, Cape Town.

Nel caso di Imizamo Yethu e Hout bay, oltre alla chiara differenza della qualità e dalla radità delle abitazioni, la parte ricca è circondata da una fitta vegetazione.

Spesso l'urbanistica riflette le condizioni di vita della gente: nella parte povera si registrano alti livelli di tubercolosi, casi di HIV e una forte disoccupazione.

Nel caso di Masiphumelele e Lake Michelle, la distanza che le separa è di 200 metri circa ma può arrivare anche solo a un paio di metri.

Spesso la zona tampone viene utilizzata per ospitare abitazioni temporanee per lavoratori migranti o famiglie sfrattate.

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