Sui social ci sono finte influencers create da AI, ed è (quasi) impossibile riconoscerle

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di Gianmarco Bonomo

09 Gennaio 2024

Sui social ci sono finte influencers create da AI, ed è (quasi) impossibile riconoscerle
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La diffusione delle intelligenze artificiali non vuol dire soltanto che adesso possiamo chiedere aiuto a Chat GPT. Si tratta in realtà di un cambiamento molto profondo della nostra società che tocca diversi ambiti, soprattutto quelli legati all’immagine. Non stupisce quindi che oggi esistano anche virtual influencer creati dall’intelligenza artificiale: sono molti e sono qui per restare. Nel bene e nel male.

Chi sono i virtual influencer?

Chi sono i virtual influencer?

Lil Miquela/Instagram

Connubio interessante fra avanzamento tecnologico e creatività, i virtual influencer sono creati mediante la grafica computerizzata, l’animazione 3D e un largo uso dell’intelligenza artificiale. Si tratta di “personaggi” che hanno account sui social media e tantissimi follower, spesso milioni come nel caso di Lil Maquela. I virtual influencer narrano la loro vita quotidiana, o meglio pubblicano post sui social come influencer che stanno narrando la loro vita quotidiana. A volte possono anche sembrare indistinguibili, per esempio Aitana Lopez.

Fin qui abbiamo in un certo senso parlato della parte “virtual” dei virtual influencer. E la parte “influencer”? Ecco, da questo punto di vista, i virtual influencer sono sempre attivi sui social network e vantano collaborazioni con i grandi brand. E d’altronde, pare che la capacità di assumere qualsiasi look o personalità e sponsorizzare prodotti o servizi li renda molto più coinvolgenti rispetto agli influencer tradizionali. C’è sempre il nodo della loro natura artificiale, ma sembra ormai qualcosa a cui gli utenti hanno fatto l’abitudine.

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I virtual influencer minacciano gli influencer tradizionali?

I virtual influencer minacciano gli influencer tradizionali?

Aitana Lopez/Instagram

Sono diverse le questioni che si legano all’ascesa dei virtual influencer creati dall’intelligenza artificiale. Fra queste, c’è il nodo dell’empatia e dell’interazione uomo-macchina. In pratica, più realistico sembra un virtual influencer, più aumenta le probabilità di un calo dell’accettazione. Gli utenti potrebbero manifestare emozioni negative di fronte ad avatar virtuali che sembrano fin troppo reali, il che potrebbe spiegare il successo di virtual influencer come Lu do Magalu.

Sempre a proposito delle interazioni fra gli utenti e i virtual influencer, una importante questione riguarda il rapporto con gli influencer tradizionali. Figure come Aitana Lopez, estremamente fotorealistiche, hanno l’attenzione della novità e contratti milionari con le aziende della moda. Per questa ragione, gli influencer tradizionali temono una minaccia delle intelligenze artificiali a guadagni e autenticità di un mercato che appare sempre più stantio.

Controversie e critiche ai virtual influencer: il futuro è delle intelligenze artificiali?

Controversie e critiche ai virtual influencer: il futuro è delle intelligenze artificiali?

Freepik

Il dibattito sull’autenticità, sulla regolamentazione e sull’impatto culturale dei virtual influencer è appena all’inizio. Da una parte c’è l’immediatezza dei social media, dove tutto ciò che richieda un’attenzione più lunga di qualche secondo è destinato al fallimento. Lì i virtual influencer e l’intelligenza artificiale trovano terreno fertile su cui prosperare. Dall’altra parte, ci sono questioni forse più complesse, ma che riguardano il futuro del nostro rapporto con la tecnologia.

L’evoluzione rapida dei virtual influencer non è un fenomeno naturale ed è giusto che sollevi interrogativi importanti. Allo stato attuale, la ricerca di un equilibrio fra innovazione e trasparenza non è più soltanto auspicabile, quanto fondamentale per garantire un futuro sostenibile per il marketing. E una vita anche ai virtual influencer.

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