Tempi di infusione del tè: che cosa succede se lasciamo la bustina troppo a lungo?

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di Francesca Argentati

12 Ottobre 2023

Tempi di infusione del tè: che cosa succede se lasciamo la bustina troppo a lungo?
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Il momento del tè è sempre un piacere, alla stregua di quello del caffè, ma a volte si attende troppo a lungo prima di berlo. Una volta che il tempo necessario all'infusione è scaduto e ampiamente superato, questa bevanda si può ancora ingerire o ci sono delle controindicazioni? Possiamo ancora berla o meglio evitare? Ecco la risposta della scienza.

I composti del tè: cos'è la teina?

I composti del tè: cos'è la teina?

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Il tè è una bevanda apprezzata in ogni parte del mondo, non soltanto in Inghilterra, dove è tipicamente gustato alle cinque del pomeriggio. I momenti per consumarlo possono variare in base alle preferenze personali, tuttavia anche questa bevanda calda contiene una sostanza eccitante, che la distingue dalle tisane rilassanti. Nel tè, infatti, troviamo la teina, una sostanza chimica simile alla caffeina, ma chiamata in questo modo proprio per il tipo di miscela in cui si trova normalmente. Si tratta, in pratica, della stessa cosa, ma i nomi differenti si distinguono in base alle bevande in cui sono contenute. Va da sé che anche la teina sia in grado di stimolare il sistema nervoso, e che quindi andrebbe evitata nelle ore che precedono il riposo notturno. Gli effetti possono variare da persona a persona, tuttavia nel caso della teina occorre considerare la sua interazione con gli altri composti presenti nel tè, tra cui le catechine e i tannini.

Anche la stessa preparazione del caffè e del tè prevede, naturalmente, un procedimento differente: la bevanda più chiara richiede un periodo di infusione che andrebbe rispettato, ma di cui a volte ci si dimentica. Cosa accade se si superano i minuti indicati sulla bustina o la confezione e quali effetti può avere questa trascuratezza se decidiamo di berlo comunque?

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Tempi di infusione del tè: se non li rispetti aumenta la concentrazione di tannini

Tempi di infusione del tè: se non li rispetti aumenta la concentrazione di tannini

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Le varietà di tè a disposizione sono migliaia e si distinguono anche di molto l'una dall'altra, sia nel gusto che nella qualità. La preparazione prevede l'uso di acqua scaldata, ma non portata a ebollizione, che viene quindi versata sulla bustina o sugli estratti del tè, lasciando le foglie in infusione per due o tre minuti circa. Cosa succede, dunque, se questo periodo di tempo viene superato? La conseguenza principale riguarda i tannini, un tipo di composto chimico che fa parte dei polifenoli. Hanno un'elevata capacità di combinarsi con minerali e proteine, e si trovano in diverse piante, che li producono come naturale rimedio contro i parassiti, mentre le fonti alimentari che ne contengono in abbondanza, oltre al tè e il caffè, sono cioccolato e vino.

La quantità di tannini può variare notevolmente in base al tipo di tè, che si suddivide in quattro macro categorie: tè bianco, verde, nero e oolong, appartenenti alla pianta Camellia sinensis. Tutti contengono tannini, ma la dose è condizionata sia dal processo di produzione che dalla durata dell'infusione. Sembra che il tè nero ne contenga concentrazioni maggiori, al contrario di quello verde, che ne vanterebbe la quantità minore. Si può dire che minore è la qualità del prodotto, maggiore è la presenza dei tannini. La stessa cosa vale per l'infusione: più a lungo aspetti, più questi composti saranno presenti nella tua tazza. Quali sono le conseguenze? Il tuo tè rimane innocuo o ci sono possibili controindicazioni?

Ecco cosa succede se super i tempi di infusione del tè

Ecco cosa succede se super i tempi di infusione del tè

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Le conseguenze di tempi di infusione eccessivi non sono del tutto chiari, dal momento che non è ancora stato compreso definitivamente come i tannini influenzano la salute umana. Tuttavia, il tuo tè sarà decisamente più amaro del previsto e, quindi, il suo sapore sarà compromesso, diventando persino sgradevole. Dunque, le sole ripercussioni certe riguardano proprio l'effetto che questo può avere sul gusto, anche se alcune ricerche hanno suggerito i potenziali impatti sulla salute: i tannini avrebbero infatti proprietà antiossidanti e antimicrobiche tipiche dei polifenoli:

  • La epigallocatechina presente nel tè verde potrebbe avere un effetto antiinfiammatorio e contrastare i danni cellulari. 
  • Il tè nero, inoltre, contiene quantità abbondanti di teoflavine e tearubigine, due tannini ancora poco conosciuti e analizzati, tuttavia i primi studi suggeriscono che possano avere un potente effetto antiossidante. 
  • Stesso discorso vale per la ellagitannina, ancora poco studiata, ma sembra poter vantare effetti antiinfiammatori e antiossidanti non indifferenti.
  • In generale, secondo una ricerca sembrano contribuire alla salute cellulare e del cuore, favorendo una pressione sanguigna sana e e livelli di colesterolo ridotti.

Per quanto riguarda i potenziali effetti negativi derivati dall'assunzione di una quantità eccessiva di tannini, tuttavia, dobbiamo evidenziare:

  • Disturbi digestivi come la nausea, se si assume il tè a stomaco vuoto. Questo effetto collaterale si può facilmente contrastare con un abbondante colazione o merenda mentre si consuma la bevanda. In ogni caso, nonostante gli eventuali fastidi, i tannini non sembrano essere dannosi per lo stomaco o il sistema digestivo, ma anzi le proprietà astringenti di alcuni tipi potrebbero aiutare a sostenere la salute intestinale
  • I tannini possono anche inibire l'assorbimento del ferro se assunti insieme ai pasti, ma non ci sono evidenze scientifiche che dimostrano questo aspetto con una maggiore probabilità di sviluppare una carenza di ferro, a meno che non sia già presente. In questi casi, è bene consumarlo con aggiunta di latte.

In definitiva, per gustarti un tè dall'ottimo sapore, non superare i minuti di infusione suggeriti e, se questo dovesse accadere, consumalo insieme a qualche alimento come biscotti o frutta. E tu rispetti i tempi di infusione o fai spesso questo errore?

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