x
Un proiettile gli bucò lo stomaco ma…
Ecco il tessuto intelligente che produce energia sfruttando sole e movimento Questa coppia ha viaggiato dall'Alaska al Cile su un camper alimentato con OLIO RICICLATO

Un proiettile gli bucò lo stomaco ma sopravvisse: storia di un giovane che divenne una cavia umana

15 Gennaio 2017 • di Giulia Bertoni
12.843
Advertisement

Il 6 giugno 1822 un giovane cacciatore canadese si trovò coinvolto in un incidente che avrebbe cambiato per sempre la sua vita e anche il corso della medicina. Quella mattina Alexis St. Martin, infatti, mentre si trovava al mercato della pelliccia di Mackinac Island (isola del Michigan), fu accidentalmente colpito a breve distanza dal proiettile di un moschetto che gli perforò lo stomaco. Nonostante fosse un giovane in ottima saluta, a causa della gravità delle ferite, nessuno si aspettava che il giovane potesse rimettersi. Alexis invece non solo sopravvisse ma divenne l'oggetto di una serie di esperimenti che avrebbero permesso di scoprire aspetti della digestione e della fisiologia gastrica mai osservati prima.


Le prime cure.

immagine: Wikimedia

A incidente appena avvenuto, il ragazzo fu portato dal dottor William Beaumont, un chirurgo dell'esercito statunitense allora di stanza proprio a Mackinac Island. Di fronte alle ferite riportate allo stomaco e alle coste, Beaumont non mancò di medicarlo ma era sua convinzione che Alexis non sarebbe sopravvissuto.

Un'inaspettata guarigione.

immagine: Wikimedia

Dopo avergli praticato un salasso, il dottor Beaumont iniziò a osservare dei miglioramenti che prese ad annotare sul suo diario personale. La fistola che il proiettile aveva creato non si rimarginava e per i diciassette giorni successivi all'incidente tutto quello che Alexis mangiava fuoriusciva da quella apertura. A partire dal diciottesimo giorno, però, il processo digestivo ricominciò a essere regolare, con la "piccola" differenza che il suo stomaco rimaneva esposto all'ambiente esterno: la ferita si era rimarginata in questo modo anomalo.

Advertisement

Una nuova vita per Alexis St. Martin.

immagine: Wikimedia

All'epoca le conoscenze riguardanti la fisiologia dell'apparato gastrointestinale erano piuttosto limitate. Di fronte a quella sorta di miracolo, il dottor Beaumont non mancò di capire che l'incidente occorso al ragazzo rappresentava per lui una possibilità più unica che rara di osservare e studiare i meccanismi digestivi su un soggetto vivo. Consapevole del fatto che egli non sarebbe mai potuto tornare al suo vecchio lavoro, il medico fece firmare al ragazzo un contratto col quale lo assumeva come suo tuttofare ma che, in sostanza, gli permise di legarlo economicamente a sé e di realizzare su di lui tutta una serie di esperimenti. Essi consistevano quasi sempre nell'inserimento diretto nello stomaco del giovane di piccole quantità di cibo legate a una cordicina che venivano rimosse ogni tot ore per valutarne lo stato di decomposizione. Beaumont procedette anche all'estrazione di alcuni campioni di succo gastrico grazie ai quali riuscì a capire che la digestione non era un processo meccanico, come si credeva allora, bensì principalmente chimico.

Nel 1833 Beaumont si trasferì nel Missouri e St. Martin tornò in Canada. Per i successivi venti anni il dottore, che morì a causa di una caduta nel 1853, cercò in tutti i modi di convincere la sua cavia a tornare da lui ma questo non avvenne mai, forse perché già una volta il giovane aveva tentato la fuga ma era stato riacciuffato dagli uomini di Beaumont e riassoggettato ai suoi studi. Pensate che quando Alexis morì nel 1880 la sua famiglia ritardò la procedura di seppellimento col dichiarato intento di permettere al corpo di iniziare a decomporsi ed evitare così che esso fosse sottoposto ad autopsia, come invece alcuni medici si erano proposti di fare.

Tags: CuriosiStoriaMedicina
Advertisement

Lascia il tuo commento!

Advertisement
Advertisement

Ti è piaciuta questa storia?

Clicca su "mi piace" e non perderti le migliori.

×

Già sono fan, grazie