Pompei: scoperto e aperto al pubblico un "fast-food" di 2000 anni fa - Curioctopus.it
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Pompei: scoperto e aperto al pubblico…
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Pompei: scoperto e aperto al pubblico un "fast-food" di 2000 anni fa

11 Agosto 2021 • di Lorenzo Mattia Nespoli
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Alzi la mano chi pensa che i fast-food e le tavole calde siano invenzioni tutto sommato recenti. Probabilmente in molti ne sono convinti, vista anche la necessità "moderna" di velocizzare i tempi e ottimizzare quelli necessari per mangiare del cibo e consumarlo.

Eppure, sareste sorpresi se vi dicessimo che acquistare del cibo pronto per essere consumato era un'abitudine già in voga ai tempi degli antichi romani? Se avete risposto sì, sappiate che esistono diverse prove di quello che abbiamo appena affermato. Una delle più affascinanti è di certo quella di cui stiamo per parlarvi, scoperta dagli archeologi nell'antica città di Pompei e già definita da alcuni un "fast-food" di circa 2000 anni fa. Pronti a entrare nel thermopolium?

Conoscendo la storia di questo luogo e gli utilizzi che ne venivano fatti, in effetti non potremmo che definirlo una tavola calda dell'epoca. Lumache, carne di manzo e bevande calde: questo veniva servito nella locanda pompeiana rinvenuta dagli archeologi a Pompei, il thermopolium della meravigliosa città campana scomparsa sotto l'eruzione del Vesuvio del 79 d.C.

Si tratta del primo locale di altri 80 scoperti di recente nel sito archeologico italiano, che versa in condizioni inaspettatamente buone. Trattoria, tavola calda, fast-food: sono tante le definizioni che potremmo adattare al thermopolium volendolo in qualche modo "attualizzare". Una cosa è certa: i resti di alimenti trovati sul posto parlano chiaro, qui le persone entravano e potevano consumare cibi e bevande già pronti.

Le lumache e la carne di manzo, fra tutte, sembra che andassero per la maggiore, da accompagnare con le immancabili bevande. Non è un caso che, nel locale scoperto e riportato alla luce dagli archeologi nel sito della Regio V, fosse presente un bancone, con diversi resti di alimenti. Tra essi c'erano anche le fave schiacciate, che, stando a quanto hanno riferito gli esperti, servivano a modificare il sapore del vino.

Splendidi affreschi dai colori sgargianti, giare e altri recipienti facevano da sfondo ai pasti degli antichi pompeiani, in un luogo che definire affascinante sarebbe riduttivo. Non solo per la sua valenza artistica, ma anche perché è una testimonianza diretta di usanze e vita quotidiana nella città romana, un vero e proprio scrigno di informazioni e studio per gli archeologi, e non solo per loro.

Il thermopolium, infatti, aperto al pubblico il 12 agosto 2021, è uno dei luoghi che meglio rappresentano la meraviglia e il mistero che Pompei è ancora in grado di regalarci. Le rovine di questa città sepolta dall'eruzione continueranno, ne siamo certi, a farci meravigliare ancora per molto, regalandoci magari altre perle come questa, molto più "attuali" di quanto pensiamo!

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