L'Australia ha ridotto l'uso di buste di plastica dell'80% in soli 3 mesi, e non è stato merito del governo - Curioctopus.it
x
Per offrirti il miglior servizio possibile questo sito utilizza i cookies. Continuando a navigarlo acconsenti al loro uso in conformità alla nostra privacy policy Ok
x
L'Australia ha ridotto l'uso di buste…
Un gruppo di botanici ha eletto le 20 specie di piante Gli scienziati potrebbero aver risolto il mistero della materia oscura: avevano la soluzione sotto il naso da anni

L'Australia ha ridotto l'uso di buste di plastica dell'80% in soli 3 mesi, e non è stato merito del governo

13.478
Advertisement

Secondo i dati rilasciati dall'Australia's National Retail Association, da luglio a novembre 2018 l'Australia ha eliminato un miliardo e mezzo di buste di plastica usa e getta. Come si è riusciti a fare tutto questo? La risposta non va trovata direttamente nelle leggi e negli ordinamenti statali, ma nell'iniziativa di due aziende private.

I colossi della vendita al dettaglio più grandi del Paese, Coles e Woolworths, hanno eliminato a luglio le buste di plastica usa e getta, introducendo la vendita di sacchetti riutilizzabili ad un prezzo contenuto (circa 15 centesimi).

All'inizio ovviamente la nuova direttiva non è stata indolore. Molti clienti si lamentavano e consideravano molto scomodo dover ricorrere per forza ai sacchetti riutilizzabili; Woolworths registrò un calo delle vendite, mentre alcuni punti vendita Coles tornarono per un periodo sui loro passi reintroducendo i sacchetti tradizionali. Come spesso accade però, molte riserve derivavano solo dall'abitudine.

Giorno dopo giorno i consumatori hanno imparato ad usare regolarmente i sacchetti riutilizzabili, e la misura ha iniziato a dare i suoi frutti. Alle due grandi catene va riconosciuto quindi il merito di aver compiuto un passo coraggioso ed epocale; oggi Coles e Woolworths forniscono le linee guida anche alle aziende più piccole per rendere il passaggio meno doloroso possibile, sia per i clienti che per il bilancio aziendale. Il risultato è che l'ondata green ha coinvolto anche settori diversi dalla vendita al dettaglio, come la ristorazione o altri tipi di servizi.

Oggi si calcola che la maggior parte dell'inquinamento plastico del mare derivi dai Paesi asiatici, con in testa la Cina, a causa della grande produzione e del malfunzionamento dei processi di smaltimento. L'esperimento riuscito dell'Australia però ci fa ben sperare: bisogna avere un po' di coraggio nella fase iniziale, ma le rivoluzioni evidentemente possono avvenire.

Tags: GreenAmbiente
Advertisement

Lascia il tuo commento!

Ti è piaciuta questa storia?

Clicca su "mi piace" e non perderti le migliori.

×

Già sono fan, grazie