Glifosato: ecco quali prodotti contengono alti residui di questo potente erbicida - Curioctopus.it
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Glifosato: ecco quali prodotti contengono alti residui di questo potente erbicida

22 Novembre 2016 • di Claudia Melucci
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Abbiamo molto sentito parlare della Monsanto ma oggi il problema è tutt'altro che etico: inizialmente la multinazionale di biotecnologie agrarie è stata travolta dalla questione degli organismi geneticamente modificati, ma la problematica cruciale sembrava essere di natura morale. A distanza di anni la discussione è ancora aperta ma adesso coinvolge la salute dei consumatori di quei prodotti che mai si sarebbero pensati nocivi. 

Un gruppo di ricercatori americani ha condotto delle analisi su alcuni cibi largamente consumati in America, ma anche in Europa. I dati che ne sono emersi sono allarmanti. 

Iniziamo dal RoundUp: l'erbicida prodotto dalla Monsanto a base di glifosato, fa guadagnare 5 miliardi all'anno alla multinazionale.

immagine: twitter.com

Il glifosato è un diserbante che viene assorbito per via fogliare per poi essere distribuito in tutta la pianta. A differenza di altri erbicidi, è in grado di devitalizzare la totalità delle erbe infestanti e per tal motivo è largamente usato nelle coltivazioni intensive, così come in quelle minori. 

Il successo è più che altro dovuto all'associazione alle piante transgeniche, in cui viene indotta la resistenza al glifosato che le fa sopravvivere ai trattamenti. 

Alcune associazioni indipendenti hanno eseguito delle analisi per stimare la quantità residua di glifosato in alcuni prodotti commercializzati.

immagine: livestrong.com

Residui dell'erbicida sono stati individuati in cibi consumati ampiamente da adulti e bambini: sono stati isolati attraverso tecniche di spettrometria di massa e cromatografia liquida, entrambe impiegate frequentemente in ambito scientifico per l'analisi qualitativa e quantitativa dei campioni da analizzare. 

Lo studio è stato condotto su 29 prodotti che si trovano in tutti supermercati americani, ma alcuni sono molto conosciuti e consumati anche in Europa: tra questi vi sono le ciambelline al miele Cheerios, pubblicizzate per la prima colazione dei bambini (con 1125,3 parti per miliardo), cioccolato fondente Kashi (275,57 ppm), i crackers Ritz (270,24 ppm), ed anche prodotti come biscotti Oreo e cereali Kellogg's Special K. 

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L'Organizzazione mondiale per la ricerca contro il cancro (IARC) ha recentemente classificato il glifosato come sostanza presumibilmente cancerogena.

immagine: nickmilton.com

A seguito della dichiarazione l'Agenzia governativa per gli Alimenti e i Medicinali (FDA) ha iniziato a studiare il residuo presente negli alimenti, ma ancora non ha reso pubblico alcun dato che possa far chiarezza sulla reale minaccia del glifosato. Anche l'Agenzia per la protezione ambientale americana (EPA) ha iniziato a stilare una valutazione dei rischi per limitare in futuro l'uso dell'erbicida. 

Negli Stati Uniti la dose giornaliera accettabile di glifosato è molto più alta rispetto agli standard europei.

Se nel vecchio continente è accettata una quantità di 0,3 milligrammi di glifosato per chilogrammo di peso corporeo, negli Stati Uniti la tolleranza raggiunge l'1,75 mg/kg al giorno. 

Il rapporto pubblicato dall'associazione indipendente conferma che in studi di laboratorio è stato osservato come soltanto 0,05 parti per miliardo di glifosato possano essere in grado di arrecare danni al fegato e ai reni nei topi. 10 ppm invece hanno un effetto altamente tossico sui pesci. 

Pesanti accuse sono state rivolte all'EPA, come quella di essere profondamente influenzata dall'industria agrochimica. 

Il parere della Monsanto? Fin troppo scontato.

immagine: exame.abril.com.br

La multinazionale ovviamente nega ogni affermazione sulla presunta tossicità del glifosato. Non bisogna dimenticare che la vendita di prodotti a base di tale sostanza rappresenta il maggiore introito dell'azienda. Fa appello inoltre ai molteplici studi che dimostrano l'inesistenza di effetti collaterali sull'uomo come il cancro, deformazioni congenite, danni al DNA, effetti sul sistema nervoso e malattie autoimmuni. 

Il Dipartimento dell'Agricoltura e la FDA hanno in diverse occasioni fatto eco alle affermazioni della Monsanto non reputando necessarie analisi ripetute sui prodotti alimentari: la mancanza di dati governativi affidabili ha reso impossibile ai consumatori comprendere il livello di glifosato presente negli alimenti. 

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Il glifosato è oggi il prodotto chimico più usato al mondo e inizia ed emergere il sospetto di alcuni suoi effetti collaterali dannosi per l'uomo.

immagine: improntaunika.it

Non sarebbe neanche il primo caso in cui di una sostanza prima ne viene fatto abuso e poi viene ritirata dal commercio scoprendone aspetti cancerogeni. 

Molte coltivazioni geneticamente modificate vengono coltivate con l'uso di questo erbicida: tra queste c'è la soia, il mais, le barbabietole da zucchero, la colza, il grano, l'avena, l'orzo, la frutta, le noci e molte verdure. 

Tags: CiboSalute
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